Platinum End – The Angel’s Gift (Cap. 1)

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Konnichiwa a tutti,
Abbiamo appena lasciato le anticipazioni per buttarci subito in questo intenso e corposo primo capitolo del fumetto gispponese Platinum End intitolato: The Angel’s Gift (Il Regalo dell’Angelo).

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Avevamo lasciato Mirai in balia degli eventi, oramai sopraffatto dalla malinconia ed ignorato da tutti (tranne che dal custode), così compie l’insano (ed anche un po’ avventato) gesto di togliersi la vita gettandosi da un grattacielo quando…..
…un meraviglioso angelo lo prende al volo ma, si ritrova suo malgrado, un Mirai che dopo anni di soprusi, cattiverie e sfruttamento da parte degli zii, preferisce raggiungere i suoi genitori (deceduti in un incendio) all’aldilà.

Ancora in volo, l’Angelo della speranza (così si fa chiamare) propone libertà e amore a Mirai che finora amato e libero non lo era proprio stato e quando il nostro infelice protagonista propone di averle entrambe, la figura Angelica gli fissa la collana dell’Angelo per rilasciare le ali ed il bracciale (sempre dell’Angelo) per sparare le frecce.

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Appena toccato terra, tra rivelazioni di altri angeli, nomina a Dio, Mirai ha un assaggio della libertà promessa a cui segue però la rivelazione che sono i suoi zii gli artefici del finto incidente nel quale hanno perso la vita i suoi genitori; tornato come un fulmine a casa, trafigge sua zia con la freccia rossa, la quale gli rivela tutta la verità sui genitori e di come, con la complicità del marito abbiano inscenato l’incidente.

Attirato dal trambusto anche lo zio accorre ed all’esclamazione di Mirai che li vorrebbe morti, la zia ancora infatuata per il dardo cremisi (l’effetto dura 33 giorni), si toglie la vita pur di compiacere al nipote.

Tra la disperazione, il nostro protagonista riesce a trovare la motivazione per essere felice sopratutto per la sua famiglia che non c’è più e Nacha (questo il nome dell’Angelo custode) può definitivamente definirsi uno dei 13 angeli in gara per decretare chi sarà il nuovo Dio!

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Giudizio: Ottimo in 62 pagine si sono buttate le basi per quello che punta ad essere il terzo grande successo della coppia Obha x Obata

Leggere un Fumetto Giapponese

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Konnichiwa a tutti voi,
Che siate esperti otaku, giovani inesperti o appassionati lettori, vogliamo condividere con voi alcuni accorgimenti su come leggere un fumetto giapponese.

  • Ovviamente la prima cosa da fare per noi amanti del fumetto giapponese (che siano essi manga o manhwa), è proprio trovare un’opera che ci colpisca e siamo sicuri ci terrà compagnia per un tempo più o meno lungo (sarà il mangaka e vari altri fattori a decretarne la durata).
  • Se non trovi subito un fumetto giapponese adatto a te, non disperare, ci sono artisti sempre pronti a pubblicare nuove storie e tante altre sono quelle già scritte da grandissimi mangaka come: Akira Toriyama creatore di Dr. Slum e Dragon Ball, Yoshihiro Togashi autore di Yu yu hakushō ed Hunter x Hunter, Eiichirō Oda e Masashi Kishimoto rispettivamente padri di One Piece e Naruto e ce ne sarebbero ancora altri di illustri mangaka come Kentaro Miura ed il duo Ōba e Obata, di questi ed altri parleremo poi…
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  • Recuperiamo dalla nostra edicola di fiducia o in qualche mercatino il primo o anche tutti i volumi (Tankōbon) del manga che intendiamo leggere, solitamente un volume contiene dai 4 ai 9 capitoli.
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  • Penserai che adesso possiamo aprirlo e leggerlo, si ma al contrario! Infatti molti dei fumetti giapponesi che giungono fin qui in Italia, mantengono il senso di lettura orientale e quindi va letto da destra verso sinistra, iniziando dall’ultima pagina.
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  • Anche le vignette contenute nel nostro adorato fumetto giapponese conservano lo stesso senso di lettura, da destra a sinistra e dall’alto verso il basso, anche se queste non sono perfettamente in linea comincia sempre dall’angolo in alto a sinistra per poi terminate nel rispettivo angolo in basso a desta.
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  • Dobbiamo anche sapere che quando ci imbattiamo in vignette con sfondo nero, questo sarà quasi sicuramente un flashback, precedente alla storia che stavamo leggendo un istante fa e che, quando lo sfondo sbiadisce, allora stiamo ritornando al presente.

Categorie di Fumetto Giapponese – Parte 3

Konnichiwa a tutti voi,
con questo terzo appuntamento chiudiamo quello che è stato uno spiegone su quelli che sono i vari manga (categoria per categoria) nei quali sicuramente ci andremo ad imbattere nel corso delle nostre letture.

Sono sicuro che non ve li siete persi ma comunque queste sono la parte uno e la parte due, precedenti a questo articolo. Ed ora, senza troppi indugi analizziamo anche le prossime categorie di fumetto giapponese mancanti!

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Gaiden: è il termine utilizzato nel fumetto giapponese per le biografie esterne (conosciute meglio come spin-off) di un personaggio che può anche non essere il protagonista ma del quale conosciamo così aspetti non raccontati nel manga principale. Naruto e Shingeki no Kyojin sono alcuni esempi di Gaiden.

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Meitantei: è il termine col quale si definisce il fumetto giapponese di investigazione, ovvero quei manga che trattano il genere poliziesco. Detective Conan è il perfetto esempio di Meitantei.

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Slice of Life: è il termine con cui il fumetto giapponese narra esperienze giornaliere verosimili, con trame solitamente non molto complesse ed in episodi auto conclusivi, con la possibilità di avere un finale aperto. City Hunter raffigura l’esempio di manga Slice of Life.

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Isekai: è il termine con cui si indica il fumetto giapponese, solitamente di genere fantasy, nel quale il protagonista viene trasportato, trascinato o intrappolato (in pieno stile Jumanji) in un universo parallelo o nel mondo dei videogames. Psyren ed Accel World sono alcuni esempi di Isekai.

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Mahō shōjo: è il termine con il quale si definisce il fumetto giapponese (detto anche majokko) che unisce gli aspetti romantici e sentimentali dello shōjo con elementi fantasy e comedy, che riescono ad attrarre sia un pubblico femminile che maschile. Lamù e Sailor Moon sono alcuni esempi di Mahō shōjo.

A grandi linee queste elencate negli ultimi 3 articoli sono quelle categorie che più caratterizzano il nostro fumetto giapponese, ma sappiamo benissimo che non si può certo isolare un manga ad un solo tipo, poiché le contaminazioni e gli incroci di più generi danno alla luce (e speriamo continueranno sempre) opere geniali, emozionanti, buffe, strappalacrime, impressionanti che vanno oltre una sola categoria.

Categorie di Fumetto Giapponese – Parte 2

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Konnichiwa a tutti voi,
sembra ieri che parlavamo delle categorie tipo di fumetto giapponese (i più attenti diranno che era proprio ieri!) ed oggi continuiamo quel discorso approfondendo, dopo le categorie di manga suddivise per età, anche le categorie che ci aiutano a distinguere quelle storie d’amore, dai thriller psicologici o dalle avvincenti storie d’azione.

Infatti oltre ai “classici” manga pieni di botte da orbi, thriller, comici, horror o d’avventura, ce ne sono tanti e tanti altri e proveremo ad analizzare con voi quelli che probabilmente sono i più caratteristici.

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Spokon: è il termine col quale si indica il fumetto giapponese ambientato nel mondo dello sport ed hanno per protagonisti atleti campioni o aspiranti tali nelle più disparate discipline. L’Uomo Tigre, Holly & Benji e Slum Dunk sono alcuni esempi di Spokon.

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Mecha: è il termine che indica quel genere di fumetto giapponese che tratta di mastodontici (o anche di normali dimensioni) robot che assistono o vengono pilotati dal protagonista (che sia per salvare il pianeta o combattere il male!!!). Neon Genesis Evangelion, Appleseed e Gundam sono alcuni esempi di Mecha.

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Yaoi: è il termine col quale ci si riferisce al fumetto giapponese che riguarda il Boys Love, ovvero manga di relazioni omosessuali maschili, solitamente in età adolescenziale o poco più grandi. Seven Days e Love Stage!! sono alcuni esempi di Yaoi.

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Yuri: è il termine col quale il fumetto giapponese narra di Girls Love, ovvero il corrispondente dello Yaoi, cioé manga di relazioni omosessuali femminili raccontate attraverso la sfera sessuale ed emotiva.

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Hentai: è il termine con il quale il fumetto giapponese illustra il maniera esplicita, quei riferimenti sessuali tipicamente per adulti. Totalmente differente dalla variante più attenuata degli Ecchi, che appunto fa riferimento a fantasie erotiche ed allusioni sessuali. Le mie palle è un esempio di Hentai, mentre Elfen Lied è un tipo di Ecchi.

Vi rimandiamo a domani per poter concludere il nostro mega appunto sulle categorie di fumetto giapponese.